Vi racconto il MIO Barcelona Knits Festival

Erano mesi che ci preparavamo a questo evento.

Lo scorso giugno mi sono iscritta come espositore quasi per gioco. “Ma sì… proviamo!” mi sono detta. Poi sono arrivati i moduli da compilare, le foto da inviare, la mini bio (in spagnolo!) da scrivere. Abbiamo fatto tutto senza quasi rendercene conto finché siamo arrivati ad un mese dal festival.

La mia proverbiale ansia ha cominciato a farsi sentire ed io mi sono messa a tingere senza interruzione! “E se le matasse non sono sufficienti?” “E se non ci sta tutto in auto?” “E lo stand come lo allestiamo?” Mille domande e mille risposte. Ed infine il momento è arrivato: mercoledì 14 novembre abbiamo caricato tutto e siamo partiti alla volta di Barcellona.

Arrivati giovedì, ci siamo presi un paio di giorni di vacanza aspettando che il gruppo delle amiche ci raggiungesse.

L’avventura vera e propria è iniziata alle 7:00 di sabato 17 novembre. Il nostro turno di montaggio era previsto per quell’ora e mentre gli altri ancora dormivano, noi scaricavamo l’auto ed allestivamo lo stand nella maniera secondo noi più congeniale. Quando vai per la prima volta ad una fiera non sai mai veramente bene come saranno organizzati gli spazi.

E’ stata la prima edizione del Barcelona Knits Festival. Nessuno aveva esattamente idea di ciò che ci saremmo potuti aspettare.

Il CREC, uno dei due padiglioni della fiera e quello in cui era situato il nostro stand, è un grande capannone destinato al co-working (ne ho visti parecchi in quella zona della città), che per l’occasione era stato allestito con tavoli, sedie e pannelli. I nomi dei partecipanti erano davvero altisonanti; Live Or Dye Yarn avrebbe condiviso lo spazio con La Bien Aimée e La Fée Fil dalla Francia, Treliz dalla Grecia, Olann dall’Olanda, Malabrigo dal Sud America, Bellota e Barruntando dalla Spagna e molti altri.

Senza parlare, poi, dei corsi tenuti dalle designer più in voga: Isabell Kraemer, Joji Locatelli, Nancy Marchant, Veera Valimaki.

Le porte si sono ufficialmente aperte alle 10:00 di sabato 17 novembre ed un vero e proprio fiume di persone si è riversato nel CREC. Più d’una ci hanno confessato di aver fatto 2 ore di coda prima di poter entrare. Migliaia di knitters venute da ogni dove per vedere e toccare le nostre matasse. Abbiamo incontrato e conosciuto centinaia di persone splendide, come noi appassionate di maglia e di filati. Abbiamo spiegato, raccontato, riso, mostrato ed impacchettato. In un attimo (anche se i nostri piedi la pensavano diversamente) sono arrivate le 20. Era passata un’intera giornata e le matasse esposte erano drasticamente diminuite. Senza rendercene conto seta, Bolle di Colore e kit erano quasi terminati.

Giusto il tempo di rimodulare la disposizione dello stand per renderlo più facilmente accessibile e via! Di corsa in hotel a prepararci per la Saturday Night Fever, una serata appositamente organizzata per i partecipanti al festival. Designer, espositori e knitters insieme per una cena a base di “pica-pica”, animata dalla drag queen Gala Von Rich giocando a bingo ed assistendo ad una sfilata di capi confezionati a maglia.

La domenica per fortuna si è rivelata una giornata più tranquilla. I visitatori, sicuramente meno numerosi, hanno avuto più tempo e spazio per gustarsi… quanto rimasto dalla razzia del giorno precedente (comunque non poco!).

Per quanto mi riguarda, sono tornata a casa molto stanca, ma davvero soddisfatta. La sfida non era delle più semplici, ma l’abbiamo superata con successo. Sono davvero onorata e felice di aver potuto calcare una scena tanto importante.

Vorrei ringraziare infinitamente la quadra delle fondatrici di Barcelona Knits (Anna, Eva, Kiara e Marta) per l’organizzazione impeccabile (vi basti sapere che domenica ha piovuto molto, ma loro avevano addirittura pensato ai sacchetti per contenere gli ombrelli bagnati), mio marito, che non smette mai di supportarmi nelle mie avventure, le mie amiche, che mi seguono con pazienza, e tutte le bellissime persone che sono venute a trovarmi o che semplicemente mi hanno fatto arrivare il proprio sostegno anche da lontano.

Aspettiamo il Barcelona Knits Festival 2019 ed intanto ci prepariamo al prossimo evento in programma: Tram Tram Market by Etsy Made in Milano, in via Tortona nr. 32 a Milano, l’1 e 2 dicembre.

Di Filo in Filo – Lana a Caraglio (CN)

Anche questa edizione della mostra mercato Di Filo In Filo – Lana al Filatoio Rosso di Caraglio (CN) è giunta al termine.

Personalmente sono molto legata a questa manifestazione. Non perché io abbia origini cuneesi, ma perché è stato il “primo passo in pubblico” per Live Or Dye Yarn. La prima manifestazione pubblica “di settore” a cui ho partecipato con quella che allora, tre anni fa, era solo un’idea e che giorno per giorno, ancora oggi, sta diventando un sogno sempre più concreto.

Per questo motivo vorrei ringraziare il Comune di Caraglio e tutte le persone coinvolte nell’organizzazione per l’opportunità che mi hanno dato e continuano a darmi da tre anni a questa parte. Quest’anno mi è stata anche assegnata una posizione d’onore proprio al centro della sala principale. Potrei essere più felice?

20181014_093627

Grazie anche infinitamente alle persone che sono passate a trovarmi e che ancora una volta mi hanno dimostrato quanto apprezzano i miei filati a cui dedico tanta energia e passione. Sono i vostri commenti e le vostre preferenze che mi confermano di essere sulla strada giusta.

Non è mancata anche la nota golosa, ovviamente!! A parte la breve sosta a Busca per comprare qualche Bacio di Fagiolo Piero, la manifestazione parallela a quella della lana era incentrata, quest’anno, sulla produzione di zafferano che è stata da poco avviata nella provincia di Cuneo. Ne abbiamo davvero assaggiate di ogni! E che bontà!

ringraziamento

Arrivederci all’anno prossimo!

Breve storia di un colore “sbagliato”

In questi giorni devo davvero darmi da fare se voglio arrivare pronta e carica di colori e matasse ai prossimi eventi in calendario: domenica 14 ottobre “Di Filo in Filo” a Caraglio (CN); sabato e domenica 18 e 19 novembre “Barcelona Knits” a Barcellona (Spagna).

Eccomi quindi a ritrovare i colori che sono esauriti e che ho voglia di ripetere.
Uno di questi è sicuramente STREET ART.

Street art

Qualche giorno fa ho preparato tutto il necessario per cominciare a tingere: matasse, contenitori, guanti, grembiule e…. pigmento. Ecco, pigmento!

Spesso mi capita di preparare un colore e poi avanzarlo, quindi lo lascio in un bicchierino e lo tengo da parte per una prossima sessione di tintura. Una cosa che però non ho l’abitudine di fare (mannaggia a me!) è scrivere il nome all’esterno del bicchiere.

Ecco quindi che… quello che io era convinta fosse un avanzo di grigio, si è rivelato, invece, del blu.

Ma erano davvero uguali!!!

Bicchieri

Nel momento in cui mi sono resa conto che quella che si stava rivelando sulla matassa non era la sfumatura che io avevo pensato… era troppo tardi!

Che fare allora? Semplice! Inventare un colore tutto nuovo!

Et voilà!

image_6483441

Ora non mi resta altro da fare che trovargli il nome intrigante che si merita.

Tits Out Collective

Oggi vorrei raccontarvi una storia.
La storia di una contessa moderna, di un finto evento benefico, di una frase sconveniente e di un colore diventato un vero simbolo di protesta.

E’ cominciato tutto qualche mese fa, era marzo. Countess Ablaze, una famosa tintora di Manchester, ha ricevuto una proposta di “collaborazione” a dir poco ambigua. Una piccola impresa locale, quasi sconosciuta, l’ha invitata ad organizzare presso il proprio studio di Manchester una serata di “beneficenza” in cui avrebbe dovuto impartire (a proprie spese ed investando circa £ 800 di filato) lezioni di uncinetto a <<signore di mezza età accompagnate dalle proprie fidanzate, alle quali servire merendine e té scadente in cambio di notorietà>>.

Quest’ultima frase ha fatto infuriare la Contessa che, per protesta, non solo non ha accettato l’invito, ma ha creato due nuovi colori: Shit Tea and Tray Bake (té di merda e merendine) If I Want Exposure, I’ll Get My Tits Out (se volessi notorietà, tirerei fuori le tette); ed ha donato ad un’associazione umanitaria in difesa delle donne vittime di violenza £ 3 per ogni matassa venduta.

shittea2_1400x.progressive

Le vendite sono andata ben oltre il previsto e grazie a queste è stato possibile devolvere all’associazione più di £ 3000!!

Ora, circa tre mesi dopo tutto questo, un/a tintore/a che aveva lavorato una matassa  If I Want Exposure, I’ll Get My Tits Out originale ha deciso di rifarla da sé e venderla senza citarne la provenienza e senza menzionare il fatto che questo colore fosse diventato un vero simbolo di protesta.

tits_large

Questo discutibile gesto ha portato nuovamente a scaternarsi l’ira della Contessa che ha deciso, questa volta, di rendere la propria reazione ancora più eclatante: ha invitato tintori, designers e creatori di accessori ad unirsi a lei, a creare la propria versione di If I Want Exposure, I’ll Get My Tits Out e a metterla in vendita dal 1° al 31 luglio 2018, donando almeno £ 3 del ricavato ad un’associazione umanitaria a propria scelta.

Il 1° agosto verrà annunciato l’ammontare totale che si è riusciti a raccogliere grazie al contributo di tutti.

E secondo voi, io avrei mai potuto esimermi dal partecipare ad un’iniziativa tanto importante? Certo che no!! Ecco perchè ho creato il mio personalissimo If I Want Exposure, I’ll Get My Tits Out – All Women deserve a LorD (se non trovi un vero Lord, ti meriti un LorD-y) ed eccolo qui:

post_TITSOUTCOLLECTIVE_3

Disponibile in negozio ed in preordine dall’1 al 31 luglio!

#ezasiago

Se seguite il mio sito e la mia pagina FB sapete già dove sono stata lo scorso weekend  (se ancora non lo fate, potete leggere qui e qui).

Non ero mai stata ad Asiago e l’ho trovata una cittadina davvero carina ed accogliente. Lo stesso vale anche per l’hotel Croce Bianca che ha ospitato per tre giorni il gruppo Elizabeth Zimmermann all’italiana con cui ho condiviso questa bellissima esperienza.

Vorrei ringraziare tanto Donna Lynne Galletta e Alice Twain per la loro cortesia, infinita disponibilità e per aver organizzato tutto in maniera così perfetta.

E vorrei ringraziare anche tutte le persone che come me hanno passato tre giorni di relax, imparando tante cose nuove, spinte dalla voglia di condividere e di stare insieme.

Grazie ancora a tutti e arrivederci a presto!

34963216_10216720943964013_5411406914602926080_n

Elizabeth Zimmermann

Vi è mai capitato di sentire o leggere il nome Elizabeth Zimmermann? Se siete appassionati di lavoro a maglia, sicuramente sì! A lei, infatti, dobbiamo molti degli accorgimenti e delle tecniche di maglia top-down e di metodo continental, tanto in voga negli ultimi anni.

Così è scritto sulla pagina dedicata ad EZ (così si usa abbreviare il nome) in Wikipedia:

Elizabeth Zimmermann (9 agosto 1910 –30 novembre 1999), inglese , fu una designer ed insegnante di maglia che ha rivoluzionato la moderna pratica di questa attività attraverso libri e serie didattiche andate in onda sul canale pubblico americano.

Quando il lavoro a maglia in piano, con ferri dritti era la norma, lei sosteneva che lavorare in tondo usando ferri circolari flessibili producesse capi senza cuciture e rendesse più semplice la lavorazione di motivi complessi. Promuoveva anche il metodo di lavorazione continentale, dichiarando si tratti del modo più efficiente e veloce di lavorare. A causa della loro associazione con la Germania, durante la 2° guerra mondiale, il metodo tedesco e continentale vennero messi da parte a favore di quello inglese e americano . Molti libri di maglia in lingua inglese sono scritti seguendo quest’ultimo stile. Elizabeth Zimmermann aiutò a reintrodurre il metodo continentale negli Stati Uniti.

Di questo e di molto altro ancora si parlerà il weekend dall’8 al 10 giugno, all’hotel Croce Bianca di Asiago (VI), dove avrà luogo il 2° Raduno Elizabeth Zimmermann all’italiana ideato ed organizzato da Donna Lynne Galletta ed Alice Twain ed al quale io avrò la fortuna di prendere parte sia come partecipante, sia come tintora con i miei filati.

Le valigie piene di matasse sono già quasi pronte. Non vedo l’ora di partire e di essere là con tutte le amanti di maglia e di EZ come me!

Se desiderate maggiori dettagli in merito al raduno, di cui è stato pubblicato anche un articolo su Io Donna – inserto del Corriere della Sera, potete trovarli nell’evento appositamente creato in Facebook.

CdM Camp9 – Grazie a tutti!

Anche quest’anno ho avuto il grande onore e piacere di essere presente al Camp di Cuore di Maglia.

Ancora non conosci questo evento? Si tratta di un intero weekend all’insegna della maglia in aiuto ai bambini prematuri di tutta Italia. Vai a dare un’occhiata al sito dell’associazione per scoprire tanti bellissimi dettagli!

Grazie infinite a tutti quelli che sono stati presenti e che hanno deciso di venire a trovarmi allo stand dei miei filati, appositamente predisposto.

Quest’anno Cuore di Maglia ha compiuto i suoi primi 10 anni e per festeggiare degnamente ho deciso di creare appositamente un colore che richiamasse il logo dell’associazione e la prematurità. Ecco che cosa ne è uscito:

Special edition Camp9

So che in tanti hanno già acquistato la propria matassa e ne sono felice soprattutto perché, come annunciato sulla mia pagina Facebook qualche giorno fa, una parte del ricavato è andato proprio all’associazione.

Per chi ha già la Special Edition e si chiede cosa farne, un’idea potrebbe essere lo scialle Vincent (Starry Starry Night) di Annalisa Dione.

Io l’ho fatto ed ecco come è venuto:

Vincent Starry Night

Lo stesso colore è disponibile in sue versioni:

  • spessore SPORT – 100% lana merino superwash – 100 gr/300 mt (ideale per i capi destinati ai bimbi prematuri di Cuore di Maglia);
  • spessore FINGERING – 100% lana merino superwash – 100gr/400 mt.

Nuove matasse sono disponibili in preordine con spedizione a partire da metà maggio. Per averle è sufficiente inviare un messaggio all’indirizzo liveordyeyarn@gmail.com.

HO FATTO I BISCOTTI

Da qualche tempo, per un problemino di salute, sono costretta a seguire una dieta abbastanza rigida.
Tra i vari “sacrifici”, però, c’è anche un’abitudine che sono proprio felice di aver ritrovato: fare merenda!
E’ il mio momento di pace, di relax e di gratificazione. Non per niente la parola “merenda” deriva dal latino e significava “cose da meritare”.

La dieta prevede che io beva una tisana e mangi 3 biscotti che non siano biscotti qualunque, ma che rispettino determinate caratteristiche.
Stanca di cercarli, oggi ho deciso di farne in casa con farina di canapa, rigorosamente senza glutine.

untitled

Ecco come ho fatto: ho tagliato sottile la buccia di un interno limone. L’ho messa nel mixer e tritata con 100 gr di zucchero di canna integrale tipo Dulcita (l’ho comprato all’Esselunga della marca Alce Nero). Ho aggiunto 250 gr di farina di riso, 2 cucchiai di farina di canapa, 140 gr di olio di semi ed 1 uovo.
Ho mescolato bene il tutto, ho steso l’impasto e dato forma ai biscotti che ho messo a cuocere in forno a 180° C per circa 20 minuti.

Io li trovo davvero buonissimi!

I dettagli delle matasse in foto: 50% superwash merino/50% seta – Colore: forget-me-not (disponibili al Camp9 di Cuore di Maglia – Arenzano – 20-22 aprile 2018)

E’ tornata la mania dei calzini

E sì, ci risiamo!

Pare proprio che sia tornata la mania dei calzini. O forse non se ne era mai andata?
Sta di fatto che, ciclicamente, ci si ritrova in tanti a lavorare calzini. Non c’è comunicazione, non c’è notizia né ragione particolare, ma succede che qualcuno salti su mostrando la foto di un calzino in lavorazione e si scopra che contemporaneamente numerose altre persone stanno facendo lo stesso, seppur a chilometri di distanza. E’ davvero divertente!

Alzi la mano chi, tra voi, non  ha mai confezionato almeno un calzino.
Questi oggetti strani che la maggior parte di noi non indosserà mai, ma che sono semplici nella scelta dei punti e lavorati con lane talmente divertenti da non potervi resistere.

IMG_6016

A me la mania del calzino è tornata a farsi viva impetuosamente già qualche mese fa ed il mio primo pensiero, ovviamente, è stato: “perché nel mio negozio non ci sono tanti bei gomitoli di lana per calze autorigante?”.

Ci ho lavorato un bel po’, ho studiato la composizione, ho studiato i metraggi, ho cercato le combinazioni di colore secondo me più belle e…. con grande piacere oggi vi presento le mie Bolle di Colore per calze!

20180220_155448.jpg

Andate in negozio e scorrete la gallery delle foto. Riuscite ad immaginare quanti bei calzini si possono fare con quei colori? Senza contare, poi, che è anche possibile abbinarvi una mini matassa da 20 gr/85 mt in tinta unita per impreziosire ulteriormente la punta, il tallone e/o il bordo (da ordinare su richiesta).

Io ne ho già confezionati diversi con il filato che ho scelto e mi piacerebbe davvero potervelo far toccare. Rispetto alle lane da calzini classiche è più sottile (si lavora con il 2 o 2,5 mm), compatto, rasato e morbido; non vi è ombra di pelucco! L’unica cosa da fare per apprezzarne davvero la qualità è lavorarlo.

Ogni gomitolo di Bolle di Colore verrà spedito nella sua speciale scatola corredata dalle istruzioni in italiano per lavorare i calzini.

scatola e libretto finti

Io mi ributto nel tunnel. Sono certa che non mi sentirò sola!

A NEW START (UN NUOVO INIZIO)

Lasciate che vi auguri nuovamente buon anno!
Il mio 2018 è iniziato con i migliori presupposti. Ho in mente un sacco di progetti e di nuove idee!

Per festeggiare l’inizio del nuovo anno, cosa c’è di meglio di un pattern originale e studiato appositamente?

Chi ha giocato con me alla Corona dell’Avvento lo conosce già, ma vorrei presentarlo ufficialmente anche a tutti gli altri

Ecco a voi… A New Start (un nuovo inizio)!

IMG_4676

Si tratta di uno scialle inventato dalla mia amica Selene Ferrari e che mi è subito piaciuto molto.
L’idea era partita con un filato di spessore lace (sottilissimo), in lana merino e seta; sottile, morbido e tanto, tanto leggero.
Se fate presto potete trovare ancora qualche matassa nella sezione Lace del negozio. Ne basta una soltanto da 800 metri!

Come potete vedere nelle foto, si tratta di uno scialle che alterna diverse tecniche così da renderlo interessante nella lavorazione e mai noioso.
I ferri accorciati alla tedesca, poi, ci invitano ad abituarci ad un ragionamento un po’ diverso da quello che utilizziamo abitualmente lavorando il w&t (avvolgi e gira).

Selene, però, non si è limitata ad inventarlo; lo sta anche sperimentando con un filato leggermente più spesso, fingering. Il risultato, in questa versione, è uno scialle meno volatile, meno aereo, ma in cui si da maggiore risalto al cambio di lavorazione nelle sezioni alternate tra legaccio e maglia rasata.

IMG_4673

Insomma! Che il modello mi piace un sacco l’avete capito!

Se piace anche a voi, i filati per realizzarlo li trovate in negozio e le istruzioni le trovate qui. Fino al 25 gennaio, se inserite il codice anewstart, il pattern ve lo regalo io.

Enjoy!